Questa mostra fotografica, più che una esibizione di fotografie, vuole essere una proposta d’immagini, colte in una situazione davvero insolita.
Ci troviamo in un centro termale della Calabria e l’obiettivo si posa a volte impietoso, a volte divertente, su queste figure rese impietrite dal fango che li ricopre. Certi volti, grazie a questa sorta di pietrificazione, assumono tratti e caratteri piu’ accentuati, assai simili a certe maschere di popolazioni tribali.
Delle maschere, intrise di quella tragicità e malinconia, cosi’ come si trovano scolpite nei visi del clown.
Dal tragico si passa al grottesco e perfino al divertente, un carrellata di facce, di espressioni, di “TIPI” che ricordano certi personaggi “FELLINIANI”, resi tutti piu’ sacrali e caricaturali da questa fissità statuaria.
Ma c’e anche chi coglie quest’occasione per produrre un gioco, sapendo che tutto diventa molto piu’ facile quando ci si puo’ celare dietro una maschera.
Ma forse per alcuni di essi è pronta un’altra maschera da reindossare ben piu’ impegnativa: quella che a volte impone la vita, attraverso i rapporti con gli altri, con il lavoro e con se stessi.